28 Gennaio 2022

Social: iniziare il 2022 con il PED giusto.

Chiara Pellizzari
Chiara Pellizzari SOCIAL MEDIA MANAGER

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Anno nuovo, piano editoriale nuovo.

 

Hai iniziato l’anno con il PED1 - pardon! - piede giusto? Hai già sviluppato il piano editoriale per le pagine social della tua azienda? Se stai leggendo questo articolo è probabile che tu sia sensibile all’argomento, così come è altrettanto probabile che tu abbia già una presenza attiva sui social con il tuo business. Di conseguenza, saltiamo le introduzioni di base perché avrai ben presente la strategia di comunicazione da sviluppare, come posizionare il tuo marchio e quali canali social presidiare. Dunque, se hai fatto bene i “compiti”, puoi considerarti pronto per affrontare l’anno nuovo? Forse sì, ma a noi piace non dare nulla per scontato.

Gennaio ci regala l’occasione di un nuovo inizio. Sfruttala al meglio mettendo un po’ di ordine. Sì, esattamente come fai per il cambio di stagione: apri il tuo armadio, lanci sul letto tutti i tuoi vestiti e poi inizi a prenderli in mano uno per uno e a farti delle domande: mi rispecchiano ancora o sono cambiato in un anno? Quel colore è ancora di moda? Ho dei brutti ricordi legati a questa maglia? Quanto mi sono divertito con questo cappello in testa? Questo accessorio si abbina bene con questo completo? Cosa mi serve rinnovare, magari acquistando con i saldi? Questo “repulisti” o - all’inglese - “decluttering” non è una semplice operazione di eliminazione degli oggetti che ingombrano e non servono, ma è molto di più. È una liberazione dal passato per aprirsi al futuro e cogliere nuove possibilità.

Cos’è il piano editoriale social? È parte del piano editoriale digitale (PED) di un’azienda. Nello specifico, è il documento di pianificazione di contenuti per i social network. È uno strumento strategico fondamentale per la vita della tua azienda, include e dà attuazione dal punto di vista della comunicazione a: obiettivi, target, tono di voce, etc.

Da dove ri-partire?

 

Esattamente come per il cambio armadio, valuta ciò che hai fatto nell’anno precedente e ragiona sulle variazioni e integrazioni da includere nel piano editoriale 2022 per le pagine social della tua azienda. Ti suggeriamo di partire da questi 3 set di domande strategiche prima di scrivere il nuovo Ped:

  1. Quale obiettivo mi do sull’anno nuovo? Per definire gli obiettivi è funzionale partire dalla tua strategia di marketing aziendale (ammesso che tu ne abbia una). Analizza le performance, i risultati ottenuti e includi tutto ciò in un report annuale completo da discutere con i tuoi collaboratori. Ricorda che è l’obiettivo iniziale a determinare le strategie comunicazione che costituiranno la base del tuo piano editoriale.
  2. A chi si rivolge attualmente la mia comunicazione? Con quale tono di voce? Corrisponde al pubblico che mi interessa raggiungere? Costruisci delle “Personas”, ovvero degli identikit che restituiscano una chiara rappresentazione delle persone con cui parli/vorresti parlare. Per esempio, su LinkedIn è molto importante conoscere le seguenti caratteristiche del proprio target per avviare le sponsorizzazioni dei contenuti: Località, Funzione lavorativa, Anzianità, Settore, Dimensione azienda.
  3. Chi sono i miei competitor attuali? Sono competitor storici o ci sono delle new entries sul mercato? Quali indicazioni posso raccogliere analizzando il loro comportamento social? L’analisi dei competitor è fondamentale perché va di pari passo con l’analisi dei tuoi canali di comunicazione, digitali e non. In un momento di grandi cambiamenti, come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia, è fondamentale tenere sempre sott’occhio il mercato e gli avversari. Ti sarà utile capire quali utilizzano per comunicare, con quale frequenza e quali tipologie e formati prediligono per i loro contenuti. Inoltre, valuta i punti in comune con loro per individuare come renderti differente o, al contrario, seguire le tendenze del settore più apprezzate dai follower. Controlla anche i commenti degli utenti sulle pagine dei tuoi competitor perché dalle lamentele puoi scoprire quali sono le esigenze del pubblico e inserirti per soddisfarle.

Infine…butta un occhio verso l’esterno. Studia i trend2, le abitudini di consumo degli utenti e stila un elenco degli eventi culturali e sportivi in programma per il 2022 (tra cui le “Giornate mondiali”) che possono essere di interesse per il tuo business. Queste indicazioni ti offrono uno spunto per valutare ciò che hai pubblicato fino ad oggi e ciò che, invece, puoi iniziare a pubblicare per assecondare le nuove tendenze. Un esempio? Il futuro del marketing è nel video. Infatti, anche Instagram, la piattaforma social di foto per eccellenza, evolve e diventa uno spazio di video e di intrattenimento che si avvicina molto a Youtube e TikTok. Per questo, se non hai ragionato in ottica video fino ad ora, ti suggeriamo di iniziare a farlo!

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Quello che ti dicono tutti VS i nostri consigli

 

Abbiamo raccolto i dubbi e le domande più frequenti legate ai piani editoriali sui social. Ad ognuna di esse siamo tentati di rispondere con “dipende” perché ogni strategia di business è a sé stante. Tuttavia, cerchiamo di considerare delle prassi comuni e di dare dei consigli pratici e utili per fare chiarezza su temi ancora tanto discussi e farraginosi.

  • Ha senso “fare piani” in un mondo digitale così frenetico e cangiante?

È vero che il piano editoriale per le pagine aziendali sui social network è morto? Sì, il piano editoriale inteso come un file Excel rigido e statico è morto. In realtà, ognuno poi trova il proprio metodo per lavorare (se sei abituato con il foglio Excel, nessun problema!), quello che intendiamo è che non devi mai essere troppo schematico. Il PED è uno strumento che ci deve essere perché ti aiuta a mantenere costanza, a ricordare quando pubblicare e a valutare quali contenuti produrre. Non deve, però, diventare un vincolo: un minimo di flessibilità è sempre richiesta. Trova il tuo equilibrio personale per usare il PED come un utile strumento per raccogliere e mettere in ordine le idee e non per focalizzarti solo sulla parte organizzativa e analitica. La velocità con cui cambiano i Social non ti consente di rimanere imprigionato nella griglia delle caselle del tuo calendario: il PED non deve essere una gabbia.

  • Su quali social devo puntare?

Parti sempre dal tuo pubblico. Se, per esempio, identifichi il tuo target con una professione, allora probabilmente la tua attività è B2B e, quindi, il canale più adatto per comunicare la tua azienda è LinkedIn. Quest’ultimo, infatti, non ragiona per interessi, al contrario di altri social più popolari e generalisti, ma ha una profilazione molto specifica dedicata alle esperienze professionali, come abbiamo visto in precedenza. Se, invece, hai un business nei settori Casa, Home decor o artigianato handmade, la strada da intraprendere potrebbe essere quella di Pinterest. Ancora, se lavori con il canale B2C è meglio che ti concentri sui social network dell'universo Meta (Instagram, Facebook, WhatsApp) e - perché no? - TikTok. Ebbene sì, TikTok è un social che esiste anche per aziende! Per tante realtà nel contesto italiano è ancora forse un po’ precoce, ma in alcuni settori (come sport, beauty, fashion, etc.) può essere molto interessante. Perché non va bene per tutti? Perché il tono di voce su TikTok è fresco e molto ironico. Se, dunque, il tuo brand si esprime in modo professionale o istituzionale, meglio valutare con attenzione prima di stravolgere la tua identità aziendale e aprire lì un nuovo profilo. Inoltre, la qualità dei contenuti pubblicitari richiesta su TikTok è molto alta, in quanto si tratta di video. Questo richiede alla tua azienda uno sforzo creativo molto più oneroso rispetto allo standard. Se non lo puoi gestire è meglio orientarti su Facebook o Instagram, dove puoi sponsorizzare post di qualità, anche “solo” fotografici.

  • Quanto mi conviene investire?

Ovviamente, dipende :) Considera che ogni social ha una base d’asta di sponsorizzazioni da cui partire Basandosi sul tuo obiettivo, la piattaforma Business Manager di Facebook ti suggerisce giornalmente quanto investire. Per esempio, 5€ al giorno sono richiesti per lavorare sulla “Copertura” (ovvero fare brand awareness e mostrare la tua azienda a quanti più utenti possibile). Spostando l’obiettivo sull’“Interazione” la cifra raddoppia e, infine, se cerchi la “Conversione” la base d’asta è di 25€ al giorno. È un processo strategico complesso che funziona anche a ritroso: inizia da quanto hai a disposizione e decidi quale obiettivo ti conviene perseguire. Ricordati sempre che l’investimento sui social non ha il prezzo di un caffè al giorno. I social network per le aziende sono veri e propri canali di business e non strumenti gratuiti, nonostante il fatto che l’iscrizione sia gratis. Un vecchio adagio del marketing recita che "quando il prodotto/servizio è gratuito... il prodotto sei tu!", ma questa è un'altra storia che ti racconteremo prossimamente. Oggi, pensare di fare social senza un investimento in sponsorizzazioni non funziona. Per portare risultati soddisfacenti devi essere disposto a investire le tue risorse di tempo, di energie e di denaro. Alla fine dell’anno la cifra investita sui social può essere vicina alla stessa cifra richiesta, per esempio, dalla TV per trasmettere il tuo spot per 15 giorni. La differenza è che quella cifra sui social è distribuita in un arco di tempo molto più lungo e, quindi, richiede un lavoro costante e continuativo. Il processo più semplice e lineare di investimento social è:

  • realizzare e pubblicare i post;
  • attendere che performino in maniera naturale;
  • continuare ad attendere che performino in maniera naturale (o, in gergo, organica) e testare più modelli per verificarne l’efficacia;
  • spingere con sponsorizzazioni quelli più performanti. Se, però, gestisci un’azienda che ha anche esigenza di sviluppare campagne strutturate, allora non puoi solo appoggiarti a contenuti una tantum pensati per intrattenere. Devi creare contenuti ad hoc dedicati alle tue campagne durante i periodi più “caldi” dell’anno (come il Black Friday, Pasqua, Natale, etc.).
  • A che ora è meglio pubblicare?

Allo scoccare della… Non esiste l’ora giusta in assoluto! Esiste un orario in cui mediamente hai più possibilità di raggiungere i tuoi follower e lo trovi all’interno dei report e delle statistiche che ogni social offre per la tua pagina business. La qualità non ha orario. Anche l’orario di pubblicazione non deve essere una gabbia, perché il funzionamento degli algoritmi delle piattaforme social premia i contenuti di qualità. Quindi, prima di pensare all’orario, sii certo di avere creato un contenuto di qualità! Infine, ricordati di pianificare e programmare: bastano due-tre mesi di anticipo per stare tranquilli e non rischiare di perdere nessuna novità social.

  • Quanti post pubblicare?

La costanza è fondamentale. Un post a settimana è il minimo insindacabile per mantenere attiva la tua pagina social aziendale. Ricordati di considerare sempre nella tua agenda settimanale il tempo che ti serve per lavorare bene al contenuto. Se, però, essere Social Media Manager non è il tuo ruolo primario all’interno dell’azienda, è inevitabile che, presto o tardi, non avrai tempo a sufficienza da dedicare alle innumerevoli attività di Social Media Marketing. Infatti, la pubblicazione è solo la punta di un iceberg molto molto più grande e complesso, che racchiude tutto ciò di cui si deve occupare il SMM per garantire performance elevate all’azienda.

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  • Posso fare da solo. Perché affidarmi a un’agenzia?

Senza dubbio, puoi pubblicare da solo, ma infatti non è quello il nostro lavoro. O meglio, non solo. La pubblicazione occupa una minima parte del tempo di lavoro quotidiano di un Social Media Manager. Il malinteso nasce per colpa del fatto che ancora non è ben chiaro in cosa consista il lavoro di questa figura professionale. Consideralo un mostro tricefalo: un coordinatore, un analista e uno stratega (che passa molte ore del giorno online ad analizzare, a studiare e a cacciare trend).

Il Social Media Manager è il tuo punto di riferimento in agenzia per quanto riguarda la comunicazione social della tua azienda. Gestisce i diversi aspetti della produzione di contenuti e coordina colleghi copywriter, digital strategist e grafici. L’intero team social di agenzia si avvale di strumenti altamente professionali (da SEMrush alle suite Adobe, da Inspiration Tool a banche immagini come Getty Images) che è in grado di gestire con competenze specifiche. Tutto ciò implica un investimento elevato, se affrontato singolarmente senza agenzia. Infatti, è molto difficile che un'azienda la consideri una priorità e  possa permettersi di avvalersi al proprio interno di un team e di strumenti così strutturati.

Per questo, affidarsi a un’agenzia come Creeo Studio significa dimostrare di conoscere queste dinamiche e investire sui propri canali social in maniera strategica.  Un’altra via possibile per la tua azienda potrebbe essere assumere un singolo Social Media Manager, ma la differenza risiede proprio nella forza del team. In quanto, dal punto di vista pratico, difficilmente una sola persona potrà essere sia creativa (per creare contenuti di qualità) sia analitica (per interpretare i dati). Due aspetti indispensabili per un’efficace strategia di Social Media Marketing per la tua impresa.

Cerchi un esempio pratico per capire la differenza che puoi ottenere con il passaggio da “faccio da solo” a “facciamolo insieme”? Guarda il progetto che abbiamo curato per realizzare la nuova estetica della pagina Instagram di Ittica Brianza. Inoltre, un team di agenzia strutturato è scalabile, ovvero in grado di gestire contemporaneamente più pagine social e, se necessario, crearne di nuove (corporate, vetrine, di prodotto) in maniera coerente e diversificata per il tuo brand.

In breve, se ti appoggi a un’agenzia come Creeo Studio sei sicuro che ci sarà per tutto l’anno un team dedicato ogni giorno ai tuoi social network aziendali, che si avvale di risorse e competenze singole che messe insieme creano una comunicazione social integrata, strategica e misurabile. Dal PED alla pubblicazione, dalla sponsorizzazione dei post all’analisi delle performance per dimostrarti, nel concreto, il valore del lavoro che sviluppiamo insieme a te, per far crescere la tua azienda anche nel mondo digitale.

Fonti

1Acronimo che sta per Piano Editoriale Digitale.

2We Are Social - Hootsuite, Digital 2022 Global Overview Report (26 Gennaio 2022). Disponibile al link